Questa “curva”, che nell’immagine riporto in una modalità più chiaramente grafica, è nota in matematica perché visualizza le percentuali delle tendenze. Ciò che viene scelto dalla maggioranza, determina ovviamente il trend.
Utilissimo nei casi in cui si voglia proporre un qualcosa per il grande pubblico. Se la curva di Gauss dimostra la decisa preferenza degli utenti si sarà sicuri di ottenere un buon successo.
In un altro senso, però, possiamo definire i risultati quantitativamente positivi della curva di Gauss come la misurazione della standardizzazione. Ciò che si trova al centro della campana, formata dalla curva, evidenzia la misura dell’omologazione e definisce la “normalità”.
Ebbene, ogni mia scelta, tendenza, preferenza – se mai calcolabili – sono totalmente agli estremi della curva. Quindi rappresentano la “anormalità”, la perversità che esula dalla omologazione. Il fuori norma, il fuori standard… e io ne sono profondamente contenta.
La cosa che mi ha stupito è quando, parlando con un grosso dirigente aziendale, questa mia atipicità è stata osservata come la manifestazione di una originalità bizzarra, una eccentricità snob di chi si vuole distanziare dagli altri…
E meno male, dico io. Essere ai margini della curva di Gauss può solo dimostrare la volontà di pensare con la propria testa, anche a costo della solitudine in cui inevitabilmente si finisce. Ma, appunto, meglio pochi e stimolanti gli amici che si hanno accanto, piuttosto che tanti e banali…

parole sante… : )